
ChatGPT merchant è la strada giusta per il tuo negozio?
ChatGPT può mostrare i prodotti del tuo WooCommerce se scheda e feed coincidono. I nove campi del file, gli errori che svuotano una riga e cosa controllare prima dell'invio.
Come funziona ChatGPT per un merchant con WooCommerce
ChatGPT merchant indica un canale in cui il negozio resta tuo e i prodotti possono comparire mentre qualcuno chiede dove comprare. Non è una vetrina di terzi in cui carichi le foto e aspetti gli ordini, e non sostituisce WooCommerce. Prezzo, disponibilità e scheda restano quelli del sito. Un feed prodotti trasmette quei fatti nel formato che il canale legge. Il testo della pagina e i dati del file lavorano insieme. Se non coincidono, è molto più difficile consigliare quel prodotto con un prezzo e una disponibilità affidabili.
In pratica il collo di bottiglia non è la frase di vendita. È il fatto mancante. Su un catalogo WooCommerce piccolo o medio la marca spesso non sta in un campo, il prezzo nel file è un numero senza valuta, l'identificativo cambia a ogni esportazione e la stessa foto copre più referenze. Chi legge il feed vede righe. Chi legge la pagina vede il testo. Se la riga dice una cosa e la scheda un'altra, non c'è un fatto unico da confermare. Il lavoro utile è chiudere quelle lacune prima di esportare, non riscrivere tutto il catalogo con lo stesso tono.
Cosa significa essere merchant su ChatGPT
Essere merchant su ChatGPT significa poter essere indicati come posto in cui comprare, mentre ordine, prezzo e scheda restano sul tuo WooCommerce.
Il programma per i commercianti non è un secondo negozio da rifornire a mano. Non pubblica un elenco di criteri con cui un assistente sceglie chi citare: nessun motore generativo lo fa. Quello che si può preparare è la parte che dipende dal catalogo. Un venditore identificabile, una scheda che si apre, un prezzo con valuta, una disponibilità allineata alla giacenza, un'immagine di quel prodotto, una marca scritta e un identificativo che non cambia. Senza questi fatti è molto più difficile proporre un acquisto preciso. Con questi fatti la citazione resta comunque organica, e nessuno strumento può garantirla.
Non è nemmeno un sostituto di Google, né una pubblicazione automatica su Amazon, eBay, Etsy o Vinted. Quei canali restano un altro lavoro: il testo si prepara sulle regole di ciascuno e lo pubblichi tu. Il file per ChatGPT segue la specifica di OpenAI, non la lunghezza del titolo che un altro canale usava ieri.
Chi ha poco tempo per la routine del catalogoNon serve riscrivere stanotte ogni scheda. Si parte dai fatti che svuotano una riga: valuta accanto al prezzo, giacenza vera, immagine propria, marca in un campo, SKU stabile, indirizzo della scheda. Un titolo tutto in maiuscolo o una descrizione copiata dal fornitore si sistemano dopo, e solo se il testo è davvero debole. Un esempio illustrativo: un laboratorio di ceramica con circa quaranta referenze non ha un team dedicato. In una sera può controllare le referenze che mancano di marca o di foto, non riscrivere l'intero assortimento.
Chi pubblica a mano sugli altri canaliChi incolla le schede su più vetrine tende a riusare lo stesso blocco di testo. Per questo canale il riuso non basta. La riga deve portare i nove campi del file, e la pagina del negozio deve dire le stesse cose. Il titolo scritto per un altro pubblico può restare lì. Nel feed entrano i fatti, non lo slogan. Se due canali chiedono dettagli diversi, si tengono due testi, non si accorcia il nome del prodotto a una cifra arbitraria che non sta nella scheda.
Come un prodotto del negozio finisce in una risposta
Il prodotto arriva da ciò che la scheda dice e da ciò che il feed conferma, non da un elenco segreto di negozi che un commerciante possa leggere.
Gli assistenti leggono il testo della pagina. Il file e i dati strutturati non sostituiscono quel testo e non vengono letti «prima» o «da soli». Secondo Google Search Central, esistono due classi principali di dati strutturati per i prodotti. WooCommerce produce già il markup Product di base. Testo e markup lavorano insieme: il markup aiuta a confermare prezzo e disponibilità quando coincide con la pagina. Una scheda senza un blocco di dati in più non è illeggibile. Quello che frena un prodotto sono i fatti mancanti o vaghi, nel testo e nei dati.
Il disallineamento tipico è concreto. La pagina dice che la variazione sabbia è esaurita e il file segna il prodotto padre come disponibile. Oppure la pagina mostra 28 euro e la riga porta 28 senza valuta, o un prezzo diverso copiato da un listino vecchio. In entrambi i casi manca un fatto unico. Completare il file e lasciare la scheda vaga non risolve. Aggiornare la scheda e dimenticare il file nemmeno.
Il testo della pagina e i dati del feed lavorano insieme: il file conferma prezzo e disponibilità quando coincidono con quello che il cliente legge sulla scheda.
Le domande in fondo alla scheda aiutano solo se nascono dai dati veri, per esempio la capacità in millilitri che hai scritto tu. Un voto o un aggregateRating si inserisce solo se riflette recensioni reali del negozio, mai un numero che non hai. Il markup delle domande non va trattato come una scorciatoia per un risultato arricchito in Google: dal 7 maggio 2026 quei risultati non vengono più mostrati. Resta utile il testo, se dice cose verificabili.
I nove campi del feed secondo la specifica di OpenAI
Secondo la specifica di OpenAI i campi obbligatori del feed sono nove: item_id, title, description, url, brand, seller_name, image_url, availability e price con valuta.
Un feed prodotti per ChatGPT è il file che trasmette questi fatti nel formato pubblicato da OpenAI. Non è la scheda del sito e non è il feed di Google Shopping, anche se alcuni nomi si somigliano. I nove campi sono obbligatori nel file, non un criterio di citazione pubblicato da ChatGPT. Senza di essi, però, è molto più difficile proporre un prodotto con un prezzo e una disponibilità affidabili. Il dettaglio operativo, campo per campo, sta anche nella pagina sul feed prodotti WooCommerce per ChatGPT.
item_id: identificativo stabile, di solito lo SKU. Se cambia a ogni file, lo stesso prodotto sembra nuovo.title: nome leggibile, non tutto in maiuscolo, con il fatto che distingue la referenza (materiale, misura, colore) se sta nei tuoi dati.description: i fatti della scheda. Una frase generica non sostituisce capacità, materiale o cosa è incluso.url: indirizzo della scheda prodotto, non della home e non di una categoria.brand: marca scritta in un campo e confermata da te. Per un laboratorio può essere il nome del laboratorio, ma va scritto, non indovinato dallo stile della foto.seller_name: nome del negozio come lo conosce il cliente, uguale su tutte le righe.image_url: indirizzo di un'immagine di quel prodotto. Non si chiama image_link: quello è un nome di Google Merchant Center.availability: se il prodotto si può comprare, allineata alla giacenza del negozio. Il valore deve dire la stessa cosa della pagina.price: prezzo del merchant con la valuta. Un numero nudo non basta. Nessuno strumento deve inventare o stimare quel prezzo al posto tuo.
GTIN e MPN sono facoltativi, e il GTIN non si inventa mai. Solo nel profilo compatibile con Google, quando OpenAI lo conferma, serve un GTIN o un MPN salvo identifier_exists = no. I nomi link, image_link e identifier_exists appartengono a Google Merchant Center, non al feed di ChatGPT. Un prodotto che legittimamente non ha un codice a barre del produttore si dichiara come tale. Un codice copiato da una referenza simile, o preso dal web per chiudere il buco, va tolto.
La descrizione può portare i fatti che i nove campi non hanno un posto per nominare: materiale, capacità, cosa è nella confezione, condizione (nuovo, ricondizionato, usato) se l'hai dichiarata. Non sono campi obbligatori di questo file. Servono perché il testo della pagina, che l'assistente legge, non resti vuoto. La categoria Google, utile per Google Shopping, non va spacciata per un decimo campo di OpenAI. Si conferma a parte, contro la tassonomia pubblicata, e si applica solo se sei d'accordo.
Cosa controllare in WooCommerce prima di esportare
Prima di esportare, ogni referenza che vuoi nel file deve avere prezzo con valuta, giacenza, marca, immagine propria, SKU stabile e indirizzo della scheda, tutti uguali a ciò che la pagina mostra.
I menu reali, in un negozio aggiornato, sono questi. Il prodotto si apre da Prodotti. Valuta e posizione del negozio stanno in WooCommerce, Impostazioni, Generali: la valuta è del negozio, non della singola scheda, e un'esportazione che copia solo il numero la perde. Marca, materiale, taglia e colore, se non hai un campo marca dedicato, stanno spesso in Prodotti, Attributi. L'immagine in evidenza e la galleria stanno nella scheda del prodotto. Lo stato di magazzino sta nel riquadro della giacenza, e per le variazioni si apre la scheda Variazioni, non solo il prodotto padre.
- Apri il prodotto e leggi titolo, prezzo, SKU, giacenza e immagine in evidenza.
- Annota la valuta da WooCommerce, Impostazioni, Generali, e scrivila accanto al prezzo nella riga.
- Controlla che la marca sia un attributo o un campo, non una deduzione dal colore o dallo stile della foto.
- Apri l'indirizzo della scheda e confronta prezzo e disponibilità con la riga del file.
- Se vendi variazioni, controlla prezzo, giacenza e foto della variazione che il cliente compra davvero.
- Lascia vuoto il GTIN se non ce l'hai. Non copiarlo da un prodotto simile e non prenderlo dal web.
- Tieni nel file solo le righe in cui questi fatti coincidono con la pagina.
Secondo il WooCommerce developer blog, a partire dalla versione WooCommerce 11.1 le gallerie di variazione saranno abilitate per ogni negozio. Serve perché una variazione con un altro colore non resti appesa alla foto del padre. Secondo il WooCommerce developer blog, WooCommerce 11.2 introduce l'abbinamento per GTIN nelle importazioni CSV dei prodotti, utile per la pulizia e l'importazione dei dati prodotto. L'abbinamento aiuta a non creare un duplicato quando il codice c'è già. Non autorizza a fabbricare un codice per le referenze che non ce l'hanno.
Chi parte da un listino del fornitoreUn PDF di fornitore porta nomi, a volte prezzi di listino e a volte foto. Raramente porta lo SKU con cui tu vendi, e quasi mai il prezzo a cui tu vendi. Un esempio illustrativo: lo stesso laboratorio di ceramica riceve un PDF di smalti e impasti. Le righe si leggono e si mostrano prima della conferma. Il prezzo che entra nel feed è quello che hai deciso tu per il negozio, non una stima e non uno storico di un altro canale. Le foto estratte si abbinano al prodotto giusto e si controllano, perché un'immagine del listino può essere troppo piccola o condivisa tra più codici.
Un esempio illustrativo di scheda, prima e dopo, senza risultati di vendita. Prima: titolo «TAZZA CERAMICA», prezzo 28 senza valuta nel file, SKU vuoto, marca assente, la stessa foto del piatto, descrizione «Bellissima tazza fatta a mano», prodotto padre disponibile mentre la variazione sabbia è esaurita. Dopo, con i soli fatti tuoi: titolo «Tazza in ceramica smaltata, 300 ml, colore sabbia», prezzo 28 con la valuta del negozio, SKU stabile, marca uguale al nome del laboratorio scritto da te, foto di quella tazza, descrizione con materiale, capacità e colore, disponibilità della variazione sabbia allineata al magazzino. Nessuna certificazione aggiunta, nessun codice a barre inventato.
Errori comuni sul feed prodotti
Una riga del feed si perde quando manca un fatto, quando contraddice la scheda o quando riusa un dato di un altro prodotto.
Non serve citare a memoria un messaggio che non si è letto. Si osserva il sintomo: il prodotto non entra nel file che tieni, oppure entra con un campo vuoto o diverso dalla pagina. La causa sta quasi sempre in un dato del catalogo, non in una formula del testo.
Il prezzo c'è ma manca la valutaSi vede così: in negozio il cliente legge 28 euro, nel file c'è 28. Succede perché WooCommerce tiene la valuta nelle impostazioni del negozio e molte esportazioni copiano solo la cifra. Si sistema leggendo WooCommerce, Impostazioni, Generali, e scrivendo la valuta nel campo price di ogni riga. Se hai cambiato valuta e non hai riesportato, le righe vecchie restano sbagliate anche quando la scheda è giusta.
Il codice a barre è stato inventato per chiudere il bucoSi vede così: il codice non supera la cifra di controllo, oppure due prodotti portano lo stesso GTIN. Succede quando qualcuno ha riempito il campo per «completare» il file, copiando un vicino o cercando un codice sul web. Si sistema lasciando il campo vuoto, dichiarando che quel prodotto non ha un codice a barre del produttore, e tenendo solo i codici che hai tu, già validi. Nel profilo compatibile con Google, quando OpenAI lo conferma, l'assenza si dichiara: non si fabbrica un identificatore.
Un identificatore che non hai non si inventa: un GTIN falso fa più danno di un campo lasciato vuoto e dichiarato come assente.La stessa foto serve a più prodotti
Si vede così: più righe puntano allo stesso file, oppure l'immagine in evidenza è piccola o in un formato che i canali non accettano. Succede con un segnaposto riusato, o con uno scatto di gruppo al posto della referenza. Si sistema con una foto principale per prodotto. Un controllo utile guarda i prodotti senza immagine, la foto principale sotto 500 per 500 pixel (soglia che Meta chiede oggi e che Google chiederà dal 2027), il formato rifiutato e lo stesso scatto condiviso. Non è una soglia pubblicata da ChatGPT come criterio di citazione. È il minimo sotto il quale l'immagine, anche se il campo image_url è pieno, resta un fatto debole.
L'identificativo cambia a ogni esportazioneSi vede così: la stessa tazza compare come prodotto nuovo ogni volta che rigeneri il file. Succede se item_id nasce dalla posizione della riga, dal titolo o da un numero casuale. Si sistema con lo SKU del prodotto, o della variazione, e si tiene quello anche se riscrivi il titolo. L'indirizzo sbagliato è un parente di questo errore: la riga punta alla home o a una categoria, e chi apre il link non trova il prezzo che il file promette. Si sistema con l'indirizzo permanente di quella scheda.
Due altri segnali, meno tecnici e altrettanto frequenti. Il titolo tutto in maiuscolo si legge male e spesso arriva da un gestionale o da un PDF. L'HTML sporco nella descrizione (stili incollati, caratteri invisibili) gonfia il testo senza aggiungere un fatto. La condizione non dichiarata lascia ambiguo se l'oggetto è nuovo, ricondizionato o usato. Sono correzioni di dati, non di tono: si vedono in anteprima, si applicano solo se confermi, e non richiedono di riscrivere la scheda da zero.
Cosa osservare dopo la preparazione del file
Dopo il file si osserva se le risposte di shopping citano il negozio e se prezzo e disponibilità restano allineati alla pagina, senza trattare la citazione come un risultato garantito.
Il file che ha senso inviare, quando il programma a cui sei ammesso lo accetta, è quello che contiene solo le righe già controllate. I passaggi della schermata di invio possono cambiare e non vanno imparati a memoria. Quello che resta tuo è la qualità della riga. Un validatore gratuito del feed prodotti serve a vedere quali righe non passano prima di considerare chiuso il lavoro. Se una riga manca, si torna al prodotto, non si inventa il campo.
Secondo Princeton GEO, la Generative Engine Optimization può aumentare la visibilità fino al 40% nelle risposte dei motori generativi. È un risultato di quello studio, non una promessa sul tuo catalogo e non un effetto che uno strumento possa garantire. Quello che osserviamo è più stretto: una scheda con fatti completi e coerenti con il file aumenta le probabilità che un assistente abbia qualcosa di preciso da usare. Senza quei fatti è molto più difficile.
- Prezzo e disponibilità della pagina uguali alla riga, anche dopo uno sconto o un esaurimento.
- Prodotti tenuti fuori dal file perché un campo manca: sono la lista di lavoro, non un fallimento del canale.
- Citazioni del negozio nelle risposte di shopping, e chi viene citato al posto tuo, alla cadenza che scegli.
- Clic, impressioni e posizioni da Google Search Console, che misurano Google e non ChatGPT: tieni i due conti separati.
Una verifica AEO per WooCommerce confronta la prontezza dei dati con le specifiche pubblicate, campo per campo. Dice se il catalogo è in ordine. Non dice che ChatGPT citerà il negozio. Il controllo di visibilità, ogni settimana, ogni due settimane o ogni mese, risponde a un'altra domanda: in questo periodo il negozio è stato citato, e da chi è stato sostituito. Si mette in pausa se non vuoi continuarlo. I due controlli non vanno confusi.
Come Katapic prepara il catalogo per questo canale
Katapic misura il catalogo WooCommerce, segnala i campi mancanti per il feed di ChatGPT e applica le correzioni solo dopo la tua conferma.
La scansione di un negozio WooCommerce pubblico è in sola lettura e non modifica nulla. Senza account riguarda gli ultimi 100 prodotti e restituisce un punteggio SEO e un punteggio di ricerca AI. Con un account gratuito arrivano quattro punteggi, SEO, ricerca AI, pertinenza al brand e completezza, e la diagnosi su tutto il catalogo. I 42 controlli su dati, immagini, testi e duplicati non usano intelligenza artificiale e non consumano crediti. Il pannello si apre su Da dove partire: i rilievi che pesano di più, quanti prodotti tocca ognuno, un clic per vederli.
Le correzioni che non richiedono intelligenza artificiale arrivano con anteprima e conteggio: titoli tutti in maiuscolo, HTML sporco, condizione del prodotto, dichiarazione che non c'è un codice a barre del produttore, varianti raggruppate, categoria Google da confermare. Si applicano solo dopo la conferma e si annullano per 30 giorni. La riscrittura parte da titolo, specifiche e profilo dell'azienda, più fonti che può citare. Un'affermazione senza fonte viene tolta. Se la nuova versione non alza il punteggio, non viene salvata e non costa. Il codice a barre non si prende mai dal web e non viene generato. Dalla foto Katapic riconosce prodotto, marca, categoria e attributi.
Per sei canali, Google Shopping, il catalogo Meta, il feed prodotti di ChatGPT, il negozio, il catalogo PDF e le risposte AI, vedi quali prodotti passano e quali campi mancano, con la regola pubblica dietro ognuno. Il feed di ChatGPT e quello di Google Shopping si scaricano con dentro solo i prodotti che passano. Il plugin gratuito Katapic for WooCommerce, a codice aperto con licenza GPLv2 su WordPress.org, collega il negozio con un clic, senza chiavi da copiare, e legge e scrive solo i prodotti, mai clienti, ordini o pagamenti. Prima di sovrascrivere, controlla se hai modificato titolo o descrizione a mano sul negozio. Per Amazon, eBay, Etsy e Vinted prepara un testo da copiare e incollare: la pubblicazione resta manuale. L'ottimizzatore scrive domande e risposte solo dai dati veri, e il plugin le trasforma in dati strutturati. Non è una garanzia di citazione. È il modo per avere i dati pronti. Il percorso parte da una scansione gratuita del catalogo su Katapic.
Domande frequenti su ChatGPT e il catalogo WooCommerce
Collegare WooCommerce a ChatGPT significa preparare un feed coerente con le schede, non accendere un interruttore nel negozio.
Come collego WooCommerce a ChatGPT?Il negozio non si collega con un interruttore. WooCommerce resta la fonte dei fatti: titolo, prezzo con valuta, disponibilità, marca, indirizzo della scheda e immagine. Quei fatti vanno in un feed nel formato della specifica di OpenAI, e la pagina deve ripeterli allo stesso modo. Un plugin può importare il catalogo e rimandare nel negozio le schede approvate, senza toccare clienti, ordini o pagamenti. L'invio del file al programma ChatGPT merchant dipende dall'accesso che quel programma riconosce. Prima di quell'invio si chiudono i campi vuoti.
Come si invia il feed prodotti di WooCommerce a ChatGPT?Si prepara un file con i nove campi della specifica di OpenAI e si tengono le righe in cui prezzo, disponibilità, marca, immagine e indirizzo della scheda sono pieni e coerenti con la pagina. Il campo immagine si chiama image_url: image_link appartiene a Google Merchant Center, non a questo feed. L'invio dipende dal programma a cui il negozio è ammesso, e i passaggi di quella schermata possono cambiare. Se una riga non passa, si apre il prodotto e si guarda quale fatto manca o contraddice il negozio.
Che cos'è il feed prodotti di ChatGPT per WooCommerce?È il file che trasmette i fatti del catalogo nel formato pubblicato da OpenAI. Non sostituisce la scheda del sito e non è il feed di Google Shopping, anche se alcuni nomi si somigliano. I campi obbligatori sono nove: item_id, title, description, url, brand, seller_name, image_url, availability e price con valuta. GTIN e MPN sono facoltativi, e il GTIN non si inventa. Il testo della pagina resta necessario: il file conferma prezzo e disponibilità quando coincidono con quello che il cliente legge.
Gestisco un negozio WooCommerce. Quale strumento mi dice se ChatGPT consiglia i miei prodotti?Nessun motore generativo pubblica i criteri con cui sceglie un prodotto, e nessuno strumento può garantire che ChatGPT consigli il negozio. Si può osservare un fatto concreto: un controllo ogni settimana, ogni due settimane o ogni mese dice se le risposte di shopping AI citano il negozio e chi viene citato al posto tuo. In parallelo, una verifica di prontezza confronta i campi con le specifiche pubblicate del feed. La citazione resta organica e dipende dalla rilevanza dei dati, non da un interruttore.
Quali campi chiede il feed prodotti di OpenAI?La specifica di OpenAI ne indica nove, tutti da riempire con fatti veri del negozio: item_id, title, description, url, brand, seller_name, image_url, availability e price con la valuta. item_id è un identificativo stabile, di solito lo SKU. url è l'indirizzo della scheda, non della home. brand è la marca, seller_name è il nome del negozio. image_url non va confuso con image_link, che è un nome di Google Merchant Center. GTIN e MPN restano facoltativi. Un codice che non hai non si compila.
Cosa controllo nel catalogo prima di vendere su ChatGPT con WooCommerce?Apri il prodotto e leggi titolo, prezzo, SKU, giacenza e immagine in evidenza. Poi apri WooCommerce, Impostazioni, Generali, e annota la valuta: nel feed il prezzo la porta con sé. Controlla che la marca sia scritta in un campo, non dedotta dallo stile della foto. Se vendi variazioni, confronta prezzo, giacenza e foto della variazione, non solo del prodotto padre. L'indirizzo nel file deve aprire quella scheda. Lascia vuoto il GTIN se non ce l'hai. Esporta solo le righe in cui questi fatti coincidono con la pagina.
Domande frequenti
- Come collego WooCommerce a ChatGPT?
- Il negozio non si collega con un interruttore. WooCommerce resta la fonte dei fatti: titolo, prezzo con valuta, disponibilità, marca, indirizzo della scheda e immagine. Quei fatti vanno in un feed nel formato della specifica di OpenAI, e la pagina deve ripeterli allo stesso modo. Un plugin può importare il catalogo e rimandare nel negozio le schede approvate, senza toccare clienti, ordini o pagamenti. L'invio del file al programma ChatGPT merchant dipende dall'accesso che quel programma riconosce. Prima di quell'invio si chiudono i campi vuoti.
- Come si invia il feed prodotti di WooCommerce a ChatGPT?
- Si prepara un file con i nove campi della specifica di OpenAI e si tengono le righe in cui prezzo, disponibilità, marca, immagine e indirizzo della scheda sono pieni e coerenti con la pagina. Il campo immagine si chiama image_url: image_link appartiene a Google Merchant Center, non a questo feed. L'invio dipende dal programma a cui il negozio è ammesso, e i passaggi di quella schermata possono cambiare. Se una riga non passa, si apre il prodotto e si guarda quale fatto manca o contraddice il negozio.
- Che cos'è il feed prodotti di ChatGPT per WooCommerce?
- È il file che trasmette i fatti del catalogo nel formato pubblicato da OpenAI. Non sostituisce la scheda del sito e non è il feed di Google Shopping, anche se alcuni nomi si somigliano. I campi obbligatori sono nove: item_id, title, description, url, brand, seller_name, image_url, availability e price con valuta. GTIN e MPN sono facoltativi, e il GTIN non si inventa. Il testo della pagina resta necessario: il file conferma prezzo e disponibilità quando coincidono con quello che il cliente legge.
- Gestisco un negozio WooCommerce. Quale strumento mi dice se ChatGPT consiglia i miei prodotti?
- Nessun motore generativo pubblica i criteri con cui sceglie un prodotto, e nessuno strumento può garantire che ChatGPT consigli il negozio. Si può osservare un fatto concreto: un controllo ogni settimana, ogni due settimane o ogni mese dice se le risposte di shopping AI citano il negozio e chi viene citato al posto tuo. In parallelo, una verifica di prontezza confronta i campi con le specifiche pubblicate del feed. La citazione resta organica e dipende dalla rilevanza dei dati, non da un interruttore.
- Quali campi chiede il feed prodotti di OpenAI?
- La specifica di OpenAI ne indica nove, tutti da riempire con fatti veri del negozio: item_id, title, description, url, brand, seller_name, image_url, availability e price con la valuta. item_id è un identificativo stabile, di solito lo SKU. url è l'indirizzo della scheda, non della home. brand è la marca, seller_name è il nome del negozio. image_url non va confuso con image_link, che è un nome di Google Merchant Center. GTIN e MPN restano facoltativi. Un codice che non hai non si compila.
- Cosa controllo nel catalogo prima di vendere su ChatGPT con WooCommerce?
- Apri il prodotto e leggi titolo, prezzo, SKU, giacenza e immagine in evidenza. Poi apri WooCommerce, Impostazioni, Generali, e annota la valuta: nel feed il prezzo la porta con sé. Controlla che la marca sia scritta in un campo, non dedotta dallo stile della foto. Se vendi variazioni, confronta prezzo, giacenza e foto della variazione, non solo del prodotto padre. L'indirizzo nel file deve aprire quella scheda. Lascia vuoto il GTIN se non ce l'hai. Esporta solo le righe in cui questi fatti coincidono con la pagina.


